domenica 24 maggio 2009

Un po' d'aria

Visto che blogger si è deciso a farmi passare -dopo giorni di inutili tentativi- pòsto qui una nota trovata in rete che non voglio smarrire. Parole che fanno bene.

LA DESTRA ANARCHICA
E' la mia gamba. Mentre la sinistra fa il suo dovere di gamba, cioè cammina e mi sostiene, la destra sembra assonnata e annoiata: frigola e gracchia come un contatto elettrico scoperto. Non so fin dove vuole arrivare, ma la lascio fare. Ormai è il mio corpo ad essere, mentre la mia mente pensa e basta. Un pensiero strano, però vero e sincero. Credevo fin da piccolo che pensare volesse dire essere o diventare: invece non vuol dire altro che constatare, rendersi conto, prendere atto. Io sono il mio corpo e la mia mente, ed hanno libertà di azione entrambi, a volte in contrasto fra loro. Insomma: io sono democratico. Lascio che a decidere sia una delle due parti, a turno così non si rischiano conflitti di interessi (e poi di televisioni io ne ho una sola, in soggiorno). Io permetto alle due parti di me, camera (da letto) e senato (poichè non sono ancora semorto), di governare in totale e assoluta libertà. A volte comanda la mente, ed allora l'ansia diventa il partito trasversale che accomuna nell'apatia corpo e testa; a volte comanda il corpo, e trascorro ore sdraiato cercando di riposare le membra affaticate. Un governo personale ed efficiente, nonostante le difficoltà che affronta e costringe ad affrontare, insomma. Sono il modello di civiltà democratica occidentale che il nostro paese non ha mai conosciuto: infatti, in me non è mai caduto nessun governo (al massimo sono caduto io per terra quando le gambe tentano un azione di ostruzionismo) e non ci sono state sommosse o atti incostituzionali. Ma anch'io, come lo stato, ho in corpo un elemento estraneo e pericoloso: la mia malattia. Non si chiama Mafia, ma Sclerosi Multipla. Anch'essa vuole il pizzo, il rispetto e l'omertà. Ho infranto il silenzio da quando l'ho scoperta attiva in me: non l'ho mai nascosta a nessuno, raccontandola in teatro addirittura, e ridendoci su. Questo atteggiamento ha fatto sì che corpo, mente e malattia vivano insieme: politicamente è una rivoluzione non da poco, anche se non è sempre facile abitare questa mia vita. Ci sono attacchi terroristici da parte della depressione, G8 in cui l'ansia mette a soqquadro la situazione, riunioni di gabinetto durante le quali devo combattere contro la S.T.I.P.S.I. (cellula eversiva molto tenace) e giorni di quiete e pace in cui vengono ricordati e celebrati i caduti (i denti distrutti dal cortisone, lo stomaco aggredito da farmaci e l'umore ormai fiaccato dalla situazione pesante). Ma, nonostante tutto, la mia vita continua e, per quanto non possa dirmi felice, mi sono adeguato. Quando mi trovo su di un palcoscenico, e presto tornerò, cerco di non raccontare solo i problemi ma di inventare storie in cui tutto è piacevole e sereno: mento sapendo di farlo, come un capo di stato accorto e astuto. Un giorno scoppierà una rivolta in me, ne sono certo perchè capita a tutti prima o poi. Non faccio pronostici e non voglio sapere in anticipo chi vincerà e prenderà il governo. Ho imparato a lottare e a non farmi schiacciare dalle contingenze. Non sono felice, ma sono un uomo più forte di prima.
Antonello Panero

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