martedì 14 luglio 2009

14 luglio

sabato 4 luglio 2009

Senza Titolo (ma col gioco delle parti) ...

... per rispetto ai coccodrilli (e ai caimani)

giovedì 2 luglio 2009

Balzi (e balzelli)

Quarant'anni fa, solo quarant'anni fa. Primi di luglio del '69: praticamente era già iniziato il conto alla rovescia. Stavamo preparandoci -tutti quanti, dall'Artico alla Nuova Zelanda- allo sbarco sulla Luna. In casa e alla tivvù non si parlava d'altro e quando il giorno arrivò fu uno di quei momenti irripetibili da catalogare nello scaffale dell' "io c'ero".
"That's one small step for a man, a giant leap for mankind", recitò Neil Armstrong all'allunaggio.

Un piccolo passo per un uomo, un balzo gigantesco per l'umanità.

Perché mi è tornato in mente proprio oggi? Mancano ancora un paio di settimane all'anniversario.
Ebbene, la notizia di oggi è questa: La clandestinità diventa reato.
Un gigantesco balzo. All'indietro, stavolta.

God bless Italy

domenica 21 giugno 2009

Roberto e Sergio

Tutte le "feste" finiscono



venerdì 12 giugno 2009

Anne



Buon compleanno, Anne.

mercoledì 27 maggio 2009

Petrolio



"Di cosa parla Petrolio? Dell’Eni. Non soltanto di quello, parla di tante cose, ma parla dell’Eni, della morte di Mattei, del suo successore Eugenio Cefis, della strategia della tensione, della politica italiana fino alla metà degli anni Settanta. Cambia i nomi, Enrico Mattei diventa Ernesto Bonocore ed Eugenio Cefis diventa Aldo Troya, ma i personaggi sono volutamente riconoscibili. Uno dei paragrafi, «Lampi sull’Eni», è certamente tra i più scottanti. Pasolini stesso dice di averlo scritto e ad esso rimanda il lettore. Ma tra le carte dello scrittore non è mai stato trovato".
Gianni Borgna e Carlo Lucarelli

domenica 24 maggio 2009

Un po' d'aria

Visto che blogger si è deciso a farmi passare -dopo giorni di inutili tentativi- pòsto qui una nota trovata in rete che non voglio smarrire. Parole che fanno bene.

LA DESTRA ANARCHICA
E' la mia gamba. Mentre la sinistra fa il suo dovere di gamba, cioè cammina e mi sostiene, la destra sembra assonnata e annoiata: frigola e gracchia come un contatto elettrico scoperto. Non so fin dove vuole arrivare, ma la lascio fare. Ormai è il mio corpo ad essere, mentre la mia mente pensa e basta. Un pensiero strano, però vero e sincero. Credevo fin da piccolo che pensare volesse dire essere o diventare: invece non vuol dire altro che constatare, rendersi conto, prendere atto. Io sono il mio corpo e la mia mente, ed hanno libertà di azione entrambi, a volte in contrasto fra loro. Insomma: io sono democratico. Lascio che a decidere sia una delle due parti, a turno così non si rischiano conflitti di interessi (e poi di televisioni io ne ho una sola, in soggiorno). Io permetto alle due parti di me, camera (da letto) e senato (poichè non sono ancora semorto), di governare in totale e assoluta libertà. A volte comanda la mente, ed allora l'ansia diventa il partito trasversale che accomuna nell'apatia corpo e testa; a volte comanda il corpo, e trascorro ore sdraiato cercando di riposare le membra affaticate. Un governo personale ed efficiente, nonostante le difficoltà che affronta e costringe ad affrontare, insomma. Sono il modello di civiltà democratica occidentale che il nostro paese non ha mai conosciuto: infatti, in me non è mai caduto nessun governo (al massimo sono caduto io per terra quando le gambe tentano un azione di ostruzionismo) e non ci sono state sommosse o atti incostituzionali. Ma anch'io, come lo stato, ho in corpo un elemento estraneo e pericoloso: la mia malattia. Non si chiama Mafia, ma Sclerosi Multipla. Anch'essa vuole il pizzo, il rispetto e l'omertà. Ho infranto il silenzio da quando l'ho scoperta attiva in me: non l'ho mai nascosta a nessuno, raccontandola in teatro addirittura, e ridendoci su. Questo atteggiamento ha fatto sì che corpo, mente e malattia vivano insieme: politicamente è una rivoluzione non da poco, anche se non è sempre facile abitare questa mia vita. Ci sono attacchi terroristici da parte della depressione, G8 in cui l'ansia mette a soqquadro la situazione, riunioni di gabinetto durante le quali devo combattere contro la S.T.I.P.S.I. (cellula eversiva molto tenace) e giorni di quiete e pace in cui vengono ricordati e celebrati i caduti (i denti distrutti dal cortisone, lo stomaco aggredito da farmaci e l'umore ormai fiaccato dalla situazione pesante). Ma, nonostante tutto, la mia vita continua e, per quanto non possa dirmi felice, mi sono adeguato. Quando mi trovo su di un palcoscenico, e presto tornerò, cerco di non raccontare solo i problemi ma di inventare storie in cui tutto è piacevole e sereno: mento sapendo di farlo, come un capo di stato accorto e astuto. Un giorno scoppierà una rivolta in me, ne sono certo perchè capita a tutti prima o poi. Non faccio pronostici e non voglio sapere in anticipo chi vincerà e prenderà il governo. Ho imparato a lottare e a non farmi schiacciare dalle contingenze. Non sono felice, ma sono un uomo più forte di prima.
Antonello Panero

martedì 19 maggio 2009

Il vecchio che leggeva romanzi d'amore



L'ho finito lo stesso giorno in cui nello Sri Lanka veniva ucciso il capo delle Tigri Tamil.
Chissà se piacerebbe a Sepúlveda.

martedì 12 maggio 2009

Come eravamo



“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.”

“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

(Dalla relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912)

Come dicono le statistiche (praticamente)?

“Su questi barconi, come dicono le statistiche, di persone che hanno diritto d’asilo non ce ne è praticamente nessuna”.
(Berlusconi d'Egitto)

lunedì 11 maggio 2009

W L'ITALIA

sabato 9 maggio 2009

Licia e Gemma


Stamattina, al Quirinale, Licia Rognini-vedova di Pino Pinelli- e Gemma Capra -vedova di Luigi Calabresi- si sono incontrate per la prima volta, a quarant'anni dalla strage di Piazza Fontana.
Ho visto il video e le foto. Grande commozione di Giorgio Napolitano, grande dignità delle due vedove. Per un attimo, scorrendo le immagini, ho visto concretizzarsi una mia vecchia idea: due famiglie così diverse, così lontane e così "perbene". Accomunate entrambe da una tragedia che, per il nostro Paese, ha rappresentato un vero e proprio spartiacque: prima e dopo Piazza Fontana.
L'Italia non fu più la stessa, da quel giorno. Di più. Se dovessi trovare un segno, una figura che rappresenti simbolicamente, ed universalmente, la "perdita dell'innocenza", non avrei dubbi: Piazza Fontana, Banca Nazionale dell'agricoltura, 12 dicembre 1969.

Avevo vent'anni e da allora, ogni anno, il giorno dell'anniversario, sono sempre tornata "laggiù".

mercoledì 6 maggio 2009

Nemo propheta in Patria

"E' mai possibile
o porco di un cane
che le avventure in codesto reame
debban risolversi tutte con grandi puttane"

lunedì 4 maggio 2009

Babbi e Vocali

E dire che il mio si fa chiamare Popi.

sabato 2 maggio 2009

Ipse dixit

Il premier torna a citare i sondaggi e rivendica la sua popolarità: «Sono al 75,1%, è un primato. Obama è al 59, solo Lula è sopra il 60».

Naturale. Uno che scopre la Resistenza a 73 anni non può certo ricordare la popolarità di Ceausescu, Honecker, Hoxha e Kim Il Sung (giusto per citare solo alcuni tra gli stranieri, nonché, come dice la parola stessa, rigorosamente morti).